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Tra poco più di un mese, noi cittadini saremo invitati a votare perché questo diritto resti tale e non diventi una merce di scambio.

dal sito di Altromercato:

Il commercio equo e solidale non si basa sulla carità, ma sulla solidarietà nei confronti di chi si trova in una posizione di debolezza, premessa necessaria ad avviare relazioni paritarie.

Affinché per lo meno la dignità delle persone sia assicurata è necessario che queste godano delle risorse economiche che consentano loro una vita decorosa. Ma prima delle risorse economiche, prima di tutto, è indispensabile che le persone possano usufruire delle risorse naturali fondamentali per la loro sopravvivenza: l'aria da respirare, la terra e i suoi frutti per nutrirsi, l'acqua per bere.

Queste risorse sono talmente essenziali che per secoli sono state date per scontate. Ma l'uomo e la sua avidità di denaro hanno reso necessario un riconoscimento formale dell'importanza di questi elementi naturali senza i quali non potremmo sopravvivere.

Per questa ragione, ad esempio, nella risoluzione del 28 luglio 2010, l'Assemblea Generale delle le Nazioni Unite ha solennemente dichiarato “L'accesso ad un'acqua pulita e potabile […] è un diritto umano essenziale per il pieno godimento del diritto alla vita e di tutti gli altri diritti umani".

Alla luce di questa risoluzione l'Assemblea Generale ha invitato tutti gli Stati e tutte le organizzazioni internazionali a fornire risorse finanziarie, tecnologie e competenze ai Paesi in via di sviluppo, affinché l'acqua potabile sia garantita a tutti. Inoltre ha riconfermato l’impegno degli stati membri a dimezzare, entro il 2015, il numero di persone sulla terra (ben 884 milioni) che non hanno accesso all'acqua potabile.

Ancora oggi infatti la mancanza di questa risorsa fondamentale per la vita causa la morte di tre milioni di persone ogni anno

L'Italia è stato un di quei Paesi che ha votato la risoluzione, riconoscendo e stabilendo che l'acqua è un diritto di tutti, imprescindibile. Una tale posizione, assunta davanti alla comunità internazionale ora sembra contraddetta dalla volontà di privatizzare la gestione della risorsa idrica nel nostro Paese. Tra poco più di un mese, noi cittadini saremo invitati a votare perché questo diritto resti tale e non diventi una merce di scambio.

Il Consorzio Ctm Altromercato, insieme ai suoi soci e a molte altre organizzazioni no profit, associazioni e comitati a fianco dei cittadini, si mobilita perché il referendum raggiunga il quorum necessario a impedire che l'acqua da bene comune diventi un business su cui speculare.

 


 

 

 



 

 

 

 

 

 


 

 

   
Il SANDALO bottega del commercio equo e solidale
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